Quella volta che

Quella volta che festeggiai il mio compleanno a Bruges ….

Nonostante una temperatura non esattamente primaverile, dopo un’oretta di treno da Bruxelles, si viene catapultati in uno scenario quasi medievale:BRUGES

Il nostro tour puó iniziare subito, visto che a poche decine di metri dalla stazione ci trovereremo immersi nel MinneWater, tradotto letteralmente in “lago degli innamorati”,  in cui un consistente gruppo di cigni ci accoglierà a dimostrazione del fatto che sono loro i veri abitanti di questa città, e poi c’era FiDel, che ormai nn c’è più ma che insieme ai cigni faceva parte della comunità stanziale della città.. FIDEL era un Labrador che ha vissuto per 13 anni in un b&b, le cui finestre si affacciano sul fiume e dalle quali lui era solito “farsi ammirare” dai turisti in barca che passavano lungo fiume, addirittura
partecipando (con un cammeo) al film ambientato qui, diventando attrazione locale a tutti gli effetti.

Personalmente è a lui che voglio dedicare questo post, perché in fondo se lo è meritato.

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Fidel, il Labrador che accoglieva i turisti a Bruges
Dal lago degli innamorati nn è difficile ritrovarsi nella quiete del cortile delle beghine, circondato da piccoli cottage bianchi e invaso da narcisi gialli, che chiude le porte alle 18:30 per garantirne la tranquillità.

A quel punto é tutto un dedalo di piccole e caratteristiche stradine acciottolate in cui ogni scorcio farà risvegliare la voglia di scattare una foto (ammesso che si fosse appisolato).

 Purtroppo la chiesa in cui è custodita l’unica statua di Michelangelo uscita dall’Italia e quella del Sacro Sangue erano chiuse per lavori di ristrutturazione per cui dopo un giro al Markt ed uno al Burg, decidiamo di uscire un po’ dalla massa di turisti e ci ritroviamo in un ristorante minuscolo, forse 20 coperti, che propone cucina belga, e al quale presto si aggiungerà una new entry, infatti la proprietaria è in dolce attesa di una bimba..
All’uscita possiamo  dirigerci alla scoperta di qualcosa di cui avevamo sentito parlare: le antiche mura della Chiesa di S.Donas… che vennero alla luce  durante la costruzione del crown Plaza, oggi visibili gratuitamente chiedendone l’accesso alla reception ..
Mantenendo la promessa che mi ero fatto e illuso dal film “In Bruges” decido di mettermi in fila per scalare il Belfort..La fila a volte non scorre per via del fatto che per ogni visitatore che scende, uno viene mandato su.. Su per una scala sempre più scomoda (almeno personalmente) .. Poco dopo i primi 10/15 gradini mi rendo conto di aver fatto una grande cazzata (permettimi il termine) e subito non mi illudo che riuscirò a finirla., ma queste torri sono “birichine”  e quindi per scendere devi arrivare fino alla cima o quasi..
In realtà ci sono tre step prima di quello panoramico:
al primo: una stanzina con alcune indicazioni storiche della torre,
al secondo: la campana ed il suo meccanismo e
a quota trecentotrentadue gradini di marmo, pietra e legno, il terzo che (in uno spazio che contiene nn poi di 6/8 persone) custodisce il carillon – fermo per manutenzione Fino al 27 c.m.-

al quarto ed ultimo step la terrazza panoramica, o almeno così dice chi c’è arrivato perché ovviamente io ero impegnato a scegliere se continuare a violentarmi o volermi bene..

Ho deciso di fermarmi qualche minuto al terzo piano e aspettare un po’ di essere “pronto” (per modo di dire, anche perché gli ultimi quattro gradini del terzo livello li ho fatti a quattro zampe e con la solidarietà di tutti..) ad intraprendere, dopo qualche tentativo, ovviamente fallito, di proseguire, la discesa che non risulta sicuramente più semplice, perché se per farli in salita i gradini puoi evitare di guardarli, per farlo in discesa è inevitabile.
Esco con le gambe che tremano come spesso è successo in passato in occasioni simili e come – giuro a me stesso –  non succederà mai più  e cerco ristoro in un locale vicino “Da Noi” con un waffle enorme con tanto di zucchero a velo, zucchero di canna, panna montata, miele, crema di cioccolato. e burro, insieme ad una cioccolata calda…
Ma ormai è tardo pomeriggio, il treno per il rientro a Bruxelles partirá a breve e quindi nn posso fare a meno che ultimare gli ultimi acquisti e dirigermi verso la stazione dove un treno affollatissimo mi riporterà in quella che sarà la mia casa in questi giorni e sul quale scriverò questo post per impegnare il tempo..
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Souvenir personalizzato di Bruges
In realtà una cosa positiva nel BELFORT c’è stata e mentre attendevo il mio turno per acquistare il biglietto, un tizio si avvicina alla fila “armato” di forbicine e cartoncino nero, fingo di non vederlo, non mi piace essere avvicinato da venditori vari, lui tagliuzza, sforbicia qualcosa, la gente intorno a me inizia a guardarmi e lui si avvicina con una sagoma che rappresenta me, praticamente realizzata in circa dieci secondi, chiacchieriamo un po’, è simpatico e mi racconta che vive facendo degli acquerelli e invitandomi a vederli sulla sua pagina facebook e che vi invito a vedere..
Io non so se leggerà mai questo post ma se mai dovesse farlo saprà che porteró a casa un bel souvenir da sfoggiare con i miei ospiti.

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