L’autobus misterioso venuto dal nulla

A10A10, l’autobus misterioso venuto dal nulla

Un giorno ti capita che per fare prima ed essere in orario ad un appuntamento, decidi di non prendere la macchina e arrivare sul luogo incriminato usufruendo di un tram, un autobus poi una metropolitana e poi ancora un altro tram per concludere poi con un chilometrello a piedi… e fin qui nulla di scandaloso, se lo confronti a cercare parcheggio per un’ora e mezza e mettere a dura prova la tua pazienza.. Il bello viene quando, ad appuntamento concluso, devi rientrare a casa ma sono le 22.00 e devi spostarti da una zona abbastanza centrale quale quella di Piazza Vittorio a quella un po’ meno centrale del Pigneto, sicuramente per esperienza non rimpiangi di non aver preso la macchina e sei anche disposto, come altre decine di volte hai fatto, ad incamminarti a piedi “per due passi” e leggere sullo smartphone di aver fatto “solo” cinque km…
il tram che potrebbe venirti in aiuto ovviamente non passa, la fermata è bella satura di gente che vuole tornare a casa, forse anche più di te che aspetta un autobus qualunque.. ma ad un certo punto nell’orizzonte buio, l’insegna luminosa di un bus diventa sempre più vivida.. e considerando che nessuno dei bus che passa di li ti porta a casa, un brividino freddo come se una goccia di pioggia si fosse insinuata nello spazio tra colletto e collo, ti fa meravigliare quando leggi “A10 Prenesetina”, un misto tra stupore e curiosità, mescolati a diffidenza…
la direzione potrebbe essere consona, ma la descrizione di questa linea non risulta né sulla palina, né sulle varie app che ti indicano i tempi di attesa.. mah..

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Aspetto che si avvicini abbastanza da poter salire davanti e chiedere all’autista che giro fa quella linea e udite udite. scopro che è una sorta di linea fantasma, un jolly che l’ATAC si gioca ogni tanto, è una linea che durante il giorno è una linea diversa ma che a fine corsa, sulla via della rimessa si trasforma in una sorta di carro che porta al paese dei balocchi.
Idem per la mattina quando dalla rimessa escono e si dirigono verso il capolinea di appartenenza..
L’A10, fa più o meno il percorso dei tram 5, 14 e 19, ma le fermate sembrano risultare a discrezione dell’autista, almeno cosi dice quello a cui ho chiesto.
E’ un bus talmente anomalo che se non sei uno smart non lo prendi, se sei una donna in carriera in tailleur e tacchi vertiginosi, un pensionato che a malapena riesce a fare due passi con l’aiuto del bastone o una famigliola un po’ distratta lo perdi, come stasera è accaduto ad un papà con bimba che è riuscito a salire a differenza della mamma.. tralasciando il teatrino tra il papà e l’autista che facevano a gara a chi avesse il diritto di fare cosa.

Da quanto ne ho saputo non è una linea che si riempie come le altre per il semplice fatto che non tutti chiedono all’autista che tratta faccia e non essendo riportata altrove la lasciano andare.

MA non io, non io che adesso ne ho scoperto il suo macabro segreto…

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